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sab 4 lug, 23:00

Rapsodia di Terra e di Luna – Le voci femminili dell’antichità | 4 LUGLIO

sabato 4 luglio alle ore 23:00
Fondazione Merz Mappa
Biglietto
Acquista il biglietto Si può acquistare il biglietto: 1) ONLINE: Intero (€15) o Ridotto studenti (€13)  2)   IN CASSA LA SERA DELLO SPETTACOLO a partire dalle 20.00 acquistando a) solo Spettacolo b) o lo Spettacolo + la Mostra “Gaza, il futuro ha un cuore antico- materie e memorie del Mediterraneo” , visitabile dalle 20.00 alle 21.00. In tal caso si ha diritto ad una doppia riduzione e il biglietto per lo spettacolo costa €10 e quello per la mostra €3,50 ____________________   “RAPSODIA DI TERRA E DI LUNA – LE VOCI FEMMINILI DELL’ANTICHITÀ” – ANGELICA CATHARIOU, MARIA ELENA BOVIO, ALEXANDAR GRANDAL Ci sono voci che arrivano da lontanissimo e non hanno mai smesso di parlarci. Sono voci incise nella pietra, affidate alla memoria dei templi, custodite nei frammenti della poesia, sopravvissute al crollo degli imperi e alla polvere dei secoli. Voci di donne che non appartengono soltanto al passato: lo attraversano, lo incrinano, lo illuminano. Con  Rapsodia di Terra e di Luna , la voce di  Angelica Cathariou , l’arpa di  Maria Elena Bovio  e il fagotto di  Alexander Grandal  aprono un varco sonoro verso la Grecia arcaica e verso civiltà ancora più remote, dimenticate solo in apparenza. Il concerto diventa così un viaggio tra mondi scomparsi e sensibilità contemporanea, dove la musica non ricostruisce semplicemente l’antico, ma lo risveglia come una materia viva, fragile e incandescente. Al centro del percorso emergono figure femminili che hanno abitato la parola come atto d’amore, di potere, di preghiera.  Enheduanna , principessa e sacerdotessa nell’impero di Sargon, tra le prime autrici di cui conosciamo il nome, fa risuonare una voce che unisce il sacro alla politica, il canto all’autorità spirituale.  Saffo , dal suo tiaso, trasforma il desiderio in forma poetica assoluta, facendo dell’intimità una forza capace di attraversare i millenni.  Sulpicia , nella Roma del I secolo a.C., consegna alla parola amorosa una libertà sorprendente, ancora oggi vicina, diretta, ardente. A dare corpo a queste presenze è un trio dal timbro raro: la voce intensa di Angelica Cathariou, artista capace di muoversi tra teatro musicale, repertorio operistico e ricerca contemporanea; l’arpa di Maria Elena Bovio, docente al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e interprete attiva tra repertorio classico e musica d’oggi; il fagotto di Alexander Grandal, primo fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, strumento dalla voce profonda, arcaica, quasi terrestre.  Voce, arpa e fagotto formano una costellazione sonora inattesa: il respiro, la corda, il legno. Tre materie diverse che evocano il rito, il racconto, la memoria.  Rapsodia di Terra e di Luna non è un omaggio museale, ma un ascolto vivo. È un invito a riconoscere, nelle parole di queste donne, domande che non si sono mai spente: il desiderio, il potere, il rapporto con il divino, il corpo, la libertà, la possibilità di lasciare una traccia. Perché alcune voci non chiedono di essere ricordate: chiedono di essere nuovamente ascoltate.
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